Funghi entomopatogeni: come funzionano e perché sono efficaci

Funghi entomopatogeni: come funzionano e perché sono efficaci

Cosa sono i funghi entomopatogeni

Sono funghi che uccidono gli insetti. Esistono in natura da milioni di anni e fanno parte dei meccanismi con cui l'ecosistema regola le popolazioni di parassiti.

Non li ha inventati nessuno. Sono già nel suolo. Il punto è capire come funzionano per usarli bene.


Come agiscono

Non serve che l'insetto li ingerisca. Agiscono per contatto diretto con la superficie esterna dell'insetto.

Quando le spore toccano l'insetto, aderiscono alla sua cuticola e iniziano a penetrare. Non cercano un'apertura: producono enzimi che degradano la superficie esterna e si fanno strada verso l'interno.

Una volta dentro, si moltiplicano e compromettono progressivamente le funzioni vitali. L'insetto muore entro 3–10 giorni.

Dopo la morte, il fungo produce nuove spore. Queste possono infettare altri insetti nella stessa area, creando un effetto di controllo che continua nel tempo.

Cimice attaccata da fungo entomopatogeno

Perché non colpiscono gli insetti utili

Ogni specie di fungo entomopatogeno si è evoluta per riconoscere specifici bersagli. Non agisce su tutto.

Coccinelle, api, sirfidi hanno una cuticola diversa e un comportamento diverso rispetto agli insetti dannosi. Non sono bersagli compatibili. Anche per i vertebrati — inclusi noi — non c'è rischio: la nostra temperatura corporea è troppo alta per permettere la crescita di questi funghi.

La selettività non è una promessa commerciale. È biologia.


Dove agiscono meglio

Dipende dalla specie e dal bersaglio.

Per gli insetti terricoli — larve e adulti che vivono nel suolo — l'applicazione più efficace è quella radicale. Le spore devono arrivare dove vive il parassita. Beauveria bassiana e Metarhizium anisopliae, i funghi alla base di RESHIELD, lavorano esattamente in questo modo.

Per gli insetti sulla parte aerea della pianta, come afidi o aleurodidi, si interviene in modo fogliare. Lecanicillium muscarium, presente in RESTRIKE, è specializzato su questi bersagli a corpo molle. In entrambi i casi il principio è lo stesso: contatto diretto tra spora e insetto.


Cosa influenza i risultati

Sono organismi viventi. Le condizioni contano.

  • Umidità: le spore germogliano meglio con umidità adeguata. Nel suolo, dopo l'irrigazione, le condizioni sono spesso già favorevoli.
  • Temperatura: lavorano bene tra 18 e 28°C. Il caldo eccessivo rallenta la loro attività.
  • Distribuzione: devono raggiungere fisicamente il bersaglio. Una copertura uniforme fa la differenza.

La differenza con un insetticida chimico

Un insetticida chimico agisce in poche ore e poi finisce.

Un fungo entomopatogeno agisce più lentamente, ma si stabilizza nell'ambiente e continua a lavorare. Gli insetti difficilmente sviluppano resistenza a un meccanismo biologico così complesso. Con i chimici, invece, la resistenza è un problema sempre più diffuso.

Non sono strumenti di emergenza. Sono strumenti di gestione.


Conclusione

I funghi entomopatogeni funzionano. Ma chi si aspetta un risultato immediato come con un chimico rimane deluso.

Chi li usa in modo preventivo e continuativo ottiene un controllo stabile nel tempo, senza danneggiare l'ecosistema e senza rincorrere le infestazioni.


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